Biocompatibilita e Riarmonizzazione Ambientale

Biocompatibilita e Riarmonizzazione Ambientale

L’ambiente in cui viviamo e lavoriamo gioca un ruolo chiave nel determinare uno stimolo dinamico e creativo nel nostro vivere quotidiano: può sostenere il nostro stato mentale, fisico e creativo o al contrario rallentarlo e confonderlo.

Il nostro approccio prudente, oggettivo ed indirizzato alla prevenzione costituisce il nucleo del nostro lavoro ed il fulcro della nostra strategia.

Basandoci sulla raccolta, l’analisi e l’utilizzazione di dati scientifici, avvalendoci di esperti di massimo livello e di nuove tecnologie, abbiamo potuto individuare le cause dense e sottili alla base della non corretta utilizzazione del potenziale energetico ambientale riuscendo a fornire soluzioni efficaci e soddisfacenti per i nostri clienti.

La sede di Ambiente Ufficio è stata scelta come testimonial di un progetto di biocompatibilità e riarmonizzazione ambientale condotto da un team di 5 esperti in E.B.B. che in sinergia con il rilevamento hanno adottato tre criteri tecnologici di valutazione pre e post intervento.

Per i test scientifici ci siamo avvalsi di:

PEDANA BAROPODOMETRICA BIOFEEDBACK ANALIZZATORE DISTURBI DI RETE

 

Pedana Baropodometrica

Questo test ci ha permesso la verifica stabilometrica dell’interferenza delle geopatie sul sistema Recettoriale Posturale Umano e l’efficacia della strumentazione di Biocompatibilità e Riarmonizzazione Ambientale nell’eliminazione completa delle perturbazioni posturali prodotte dalle congestioni ambientali.

Nell’ambito di questa sperimentazione sono state effettuate due sessioni di acquisizione dati tramite pedana Baropodometrica su N° 4 SOGGETTI, di cui 3 OPERANTI all’interno della struttura e un soggetto esterno.

Prima di procedere ai test stabilometrici, abbiamo raccolto alcuni dati sensibili dei soggetti sottoposti a valutazione al fine di rendere più precisa l’interpretazione clinica dei risultati ottenuti.

La prima acquisizione dati è stata ottenuta in CONDIZIONI AMBIENTALI STANDARD, SENZA NESSUN INTERVENTO DI E.B.B. ( Energetic Building Biology).

La seconda acquisizione è stata ottenuta IMMEDIATAMENTE DOPO L’INTERVENTO DI E.B.B. E L’INSTALLAZIONE STRUMENTALE PREVISTA.

I test hanno dato tutti esiti estremamente significativi sia a riguardo dell’area di oscillazione che rappresenta tutti quei movimenti di aggiustamento posturale che il soggetto è costretto a fare per mantenere la sua posizione di equilibrio e verticalità sia sulla qualità della superficie di appoggio “centrata” nonchè sugli squilibri antero/posteriori.

Tutti i soggetti hanno evidenziato un netto miglioramento successivo al trattamento e il loro atteggiamento ha soltanto evidenziato i propri limiti posturali (in alcuni casi anche parzialmente compensati). Il loro nuovo assetto non ha più subito il condizionamento da stress ambientale, con conseguente minor spreco energetico destinato ad una continua compensazione.

Biofeedback Heart Rate Variability

Analisi HRV del sistema simpatico-parasimpatico. L’analisi viene effettuata sul tacogramma che rappresenta la successione dei tempi interbattito in millisecondi. Il metodo correntemente usato in ambito scientifico utilizza la “Trasformata di Fourier” per ottenere la stima delle frequenze contenute nel tacogramma. HRV è una tecnica scientifica per misurare ed analizzare la variabilità della frequenza cardiaca ed è in grado di valutare il bilanciamento dell’attività fra sistema nervoso simpatico e Parasimpatico.

Si misura con un apparecchio denominato sensore fotopletismografico attraverso l’emissione e la captazione di luce infrarossa che è assorbita dal sangue. Il test è stato effettuato su 5 soggetti diversi e tutti hanno mostrato notevoli miglioramenti HRV dopo il trattamento di bonifica.

Qui sotto, esempio di misurazione di una persona prima e dopo il trattamento di armonizzazione. Si osserva come l’equilibrio tra il sistema nervoso simpaticotonico e parasimpatico rientri in un range ideale subito dopo il trattamento ambientale.

Le più importanti e diffuse tecniche di bio-feed back sono EMG elettromiografiche, EEG elettroencefalografiche, GRS resistività cutanea. Esempio di analisi EEG con monitoraggio dell’attività delle onde cerebrali.

 

TEST EEG 1 (PRIMA )

  • F1-F2 (sensori lobi frontali) Poco ritmo Alfa
  • T5-T6 (sensori lobi temporali) Assenza di Ritmo Alfa
  • F1-F2 (sensori lobi frontali). Forte sbilanciamento.
  • T5-T6 (sensori lobi temporali) Forte sbilanciamento .
  • F1-F2 COERENZA BASSA
  • T5-T6 COERENZA NORMALE

Un ritmo Alfa insufficente indica un tratto stressato, ansioso a bassa coerenza frontale con forte sbilanciamento degli emisferi sia frontale che temporale.

TEST EEG 2 (DOPO intervento sull’ambiente)

  • F1-F2 (sensori lobi frontali) Discreto ritmo Alfa
  • T5-T6 (sensori lobi temporali) Poco Ritmo Alfa
  • F1-F2 (sensori lobi frontali) Leggero sbilanciamento.
  • T5-T6 (sensori lobi temporali) Leggero sbilanciamento.
  • F1-F2 COERENZA NORMALE
  • T5-T6 COERENZA NORMALE

Un ritmo Alfa sufficente o alto indica un buon rilassamento mentale. In sede frontale un valore piu’ elevato della coerenza, sincronia, indica un buon livello di comunicazione fra i due emisferi ed una migliore gestione dello stress.

 

Analisi statistica di tipo sperimentale non equivalente a responso medico-diagnostico.

 

Analizzatore disturbi di rete

A differenza delle tecniche di indagine che sono basate sulla risposta umana allo stress elettromagnetico e geopatico, e quindi all’identificazione delle ragioni dell’eventuale malessere, l’analisi della rete elettrica si concentra invece sul grado di “malessere dell’edificio” osservandolo dal punto di vista dell’energia elettromagnetica condotta attraverso il suo sistema circolatorio, la sua rete elettrica interna. Questa procedura consente di determinare il livello ed il tipo di disturbi che circolano nell’edificio ed è di ausilio per comprendere meglio il livello di “stress” al quale sono sottoposti i suoi abitanti.

 

Metodologia

Le acquisizioni dei segnali presenti sulla rete elettrica vengono effettuati attraverso una sonda che preleva le informazioni presenti in rete e le invia ad un convertitore analogico/digitale e da questo ad un PC con un software apposito per la visualizzazione e l’analisi.

Il segnale in ingresso viene sottoposto ad una trasformata di Fourier per poter essere graficamente rappresentato attribuendo ad ogni frequenza un’intensità di colore tanto maggiore quanto maggiore è l’intensità del rumore a quella frequenza specifica. Bianco significa rumore massimo, nero rumore assente.

Vengono registrati diversi minuti consecutivi di attività di rete per poterne valutare l’andamento del rumore nel tempo e verificare la presenza di rumori particolari (impulsivi, ripetitivi, collocati a frequenze particolari ecc.).

Analisi

Le due bande colorate inferiori comprendono la totalità del tempo di acquisizione (circa sei minuti), e sono divise a loro volta in due metà che riportano, in tempo reale, l’insieme dei disturbi e del rumore presente in rete fino a circa 14Khz.

Tener presente che sui cavi di rete viaggiano “solo” i 50Hz (la frequenza di oscillazione della corrente), quindi in teoria ci si aspetterebbe di vedere solo una sottile riga rossa orizzontale alla base dell’immagine mentre tutto il resto dovrebbe essere completamente nero!

La banda colorata inferiore rappresenta la rete senza alcun tipo di filtraggio applicato, quella superiore la stessa situazione ma con l’applicazione dell’ Orpheus. E’ evidente come l’intensità del disturbo (il colore rosso) risulti non solo nel complesso fortemente attenuato dall’ Orpheus ma anche come a partire da una frequenza superiore (circa 8khz, ma anche tra 6 ed 8Khz), il rumore sia stato completamente eliminato.

L’ovale giallo racchiude una situazione appositamente creata per evidenziare la notevole capacità dell’ Orpheus di ridurre e condensare il rumore. Si tratta di un aspirapolvere messo in funzione nella stessa stanza, ma in una presa elettrica diversa (ne deriva un rumore più attenuato rispetto al collegamento che si avrebbe alla stessa presa della sonda). La linea rossa molto in evidenza rappresenta la frequenza fondamentale di funzionamento del motore ed è posta a circa 4Khz. Sono visibili anche le sue armoniche (multipli della frequenza fondamentale) come linee più sottili parallele alla frequenza base, meglio visibili però nella schermata successiva.

Si noti anche come il funzionamento del motore crei non solo un disturbo singolo localizzato ad una o più frequenze, ma bensì un vero e proprio “tappeto” di rumore sostanzialmente omogeneo e ben distribuito su tutte le frequenze in esame, visibile come un aumento dell’intensità del colore che “riempie” tutto il tempo durante il quale il motore è in funzione. Questo aspetto del rumore diffuso è comune ogniqualvolta ci sia un’apparecchiatura elettrica in funzione. A questo proposito è interessante osservare la zona evidenziata dalla freccia: rappresenta l’avvio di un altro apparecchio, non meglio identificato, in qualche altra stanza dell’edificio, con la sua peculiare frequenza base di funzionamento, la sua “firma” univoca. Può essere una stampante, l’avvio di un frigorifero, la messa in pressione dell’acqua nella macchina del caffè, non ha particolare importanza: l’elemento significativo è come esso aggiunga una velatura ulteriore a quella già presente (a sinistra della freccia) e come l’avvio dell’aspirapolvere aggiunga a sua volta un ulteriore velo di rumore. L’insieme degli apparecchi elettrici produce quindi una sovrapposizione di rumori che se presi singolarmente possono essere di relativo disturbo, ma che nell’insieme divengono assolutamente importanti.

Utenze che non fanno parte dell’edificio, ma che convergono sulla stessa cabina di trasformazione, aggiungono anch’esse il loro contributo e sebbene, (a parità di potenza) questi rumori siano di intensità più attenuata rispetto a quelli delle apparecchiature più vicine, contribuiscono senza alcun dubbio a peggiorare la situazione generale.

Tornando al motore del nostro aspirapolvere, si può notare anche come il funzionamento non sia necessariamente sempre uniforme: la linea orizzontale presenta delle discontinuità dovute al diverso assorbimento di energia. Sotto sforzo, la frequenza base di funzionamento si alza e cambia la distribuzione del rumore alle varie frequenze.

La conseguenza molto importante di questa osservazione è che il rumore presente in rete non è solo funzione del numero e della distanza degli apparecchi collegati, ma cambia continuamente anche in funzione del lavoro svolto attimo per attimo.

Il compito di eliminare dei disturbi continuamente variabili in numero, intensità e forma è quindi particolarmente oneroso e difficilmente prevedibile in anticipo, ma l’ Orpheus è stato progettato proprio per affrontare adeguatamente le situazioni del mondo reale e non solo quelle sperimentabili in laboratorio.

La medesima schermata analizzata prima, con in evidenza una zona di circa dieci secondi di durata.
Lo zoom di quei dieci secondi espanso fino ad occupare l’intero schermo.
In evidenza, l’istante di avvio del motore, come raggiunga da zero la massima velocità in poco meno di un secondo, come siano meglio visibili le numerose armoniche e come esse seguano fedelmente le variazioni della fondamentale.
Ancora uno zoom: dalla precedente schermata è stato preso un ulteriore frammento della durata di 3/10 di secondo.
In basso, lo sviluppo di questo frammento è sufficiente ad evidenziare le singole semionde della sinusoide di rete, l’oscillazione della corrente alternata che avviene 50 volte al secondo.
Notare come ogni singola semionda porti con sé rumori e disturbi che non terminano all’interno dei 14Khz del limite dell’acquisizione strumentale, ma che con ogni probabilità si estendono molto oltre questo limite.
Sul cablaggio di rete interno ad abitazioni/uffici, possono viaggiare frequenze fino a circa 30Mhz, oltre 2000 volte maggiori della frequenza massima qui visibile!

Cambiando il livello di zoom, si possono evidenziare situazioni che a rapporti di scala diversi passerebbero inosservati.

In questo caso sono ben in evidenza periodi di attività della durata di otto secondi circa, intervallati da pause di tre secondi (circa). Questi eventi si succedono senza soluzione di continuità dall’inizio alla fine dell’acquisizione, comprendendo l’avvio del motore dell’aspirapolvere, ben visibile nella schermata.

La causa più probabile è rappresentata dai cicli di accensione/spegnimento dell’impianto di termoregolazione (condizionatori) dell’edificio stesso o di un edificio adiacente.

A questo livello, l’analisi della rete elettrica permette di determinare non solo l’entità globale del rumore presente, ma anche di discriminare con precisione i singoli elementi che concorrono a creare l’insieme, rendendo possibile tracciare una sorta di “mappa temporale” degli eventi, fino a poter risalire in qualche caso persino alla causa specifica.