Percepire le Energie Sottili

Percepire le Energie Sottili

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In un passato remoto la percezione delle energie sottili rappresentava probabilmente il quotidiano, la naturalezza e l’’inconsapevolezza del “gesto” faceva parte delle nostre attività sensoriali, un po’’ come gran parte degli animali esibisce altri sistemi per interagire con l’’ambiente e con i propri simili. Una dote perduta? Sopita? O forse semplicemente lasciata al suo declino naturale per “colpa” di una evoluzione tecnologica e culturale? E’’ consolante pensare che in realtà nulla è andato perduto , l’’uomo è rimasto sofisticato e sensibile, è assolutamente in grado di percepire il sottile anche se ormai in modo del tutto inconsapevole.

Molte necessità, che un tempo richiedevano un certo tipo di relazione con l’’ambiente esterno, non sembrano oggi essere utili o di primaria importanza (ma questa è solo un’’apparenza), per cui il “cosiddetto sesto senso” sembrerebbe essere un anello rimasto ancorato ad una logica più che perduta, sconosciuta.

Nell’’immaginario collettivo questa dote (che in realtà non è tale) è ad appannaggio di personaggi dipinti spesso come “strani, a volte discutibili, la cui esistenza è rinnegata dalla scienza (diciamo ortodossa). La realtà è invece molto più semplice: basta accedere alla chiave di lettura giusta, avere qualcuno che ci fornisca gli elementi che possano abbattere strutture mentali e culturali che accompagnano le nostre sicurezze e ci introduca infine alle tecniche essenziali. Così, dopo idonei allenamenti, chiunque può arrivare a percepire il “sottile” né più né meno di come percepisce la luce e la gravità.

In passato, dicevamo, percepire le energie sottili era abituale ed è legittimo pensare che l’’uomo “ascoltasse” la natura con maggiore attenzione, ne percepisse i codici energetici e vi adeguasse la sua cultura e il modo di vivere. Così come è plausibile che le tecniche percettive più sofisticate fossero ad appannaggio di “figure” più sensibili, che all’’interno della comunità svolgevano il ruolo di sacerdoti, sciamani, guaritori, costruttori. Ogni ruolo richiedeva ed imponeva la specializzazione, a volte estrema, delle proprie percezioni.

Questa “specializzazione” portava ad avvalersi anche di strumenti, che servivano ad amplificare la sensibilità della mano, o meglio, ad amplificare i movimenti involontari del braccio e della mano. Già … perchè lo strumento percettivo naturale è stato da sempre costituito dalle mani e quelli che oggi rappresentano una evoluzione tecnologica degli antichi “ strumenti sensori” (pendolino, biotensor, forcella da rabdomante, bacchette ad elle e antenne di vario genere) non sono altro che degli amplificatori della percezione della mani. A ciascuno di questi strumenti sono stati associati dei codici di interpretazione che valutano la specifica oscillazione e movimento, ma l’’elemento sensoriale, la componente che ascolta e traduce, è costituito da noi stessi, dalla parte terminale della sofisticata macchina uomo: le mani.

Oggi, questa tecnica percettiva che utilizza le mani viene insegnata in diversi corsi, ed è utilizzata da molti operatori energetici. Ha aperto nuovi orizzonti anche a chi, pur non essendo un ‘professionista’, è alla ricerca del proprio sé, di un modo naturale di ascoltare se stessi ciò che ci circonda.

Sembrerebbe incredibile pensare che sia sufficiente un training di un paio di giorni per risvegliare nelle persone il meccanismo della percezione e metterle nelle condizioni, nel 95% dei casi, di percepire le energie sottili biocompatibili e quelle congeste (non idonee al nostro sistema energetico), ma è proprio ciò che accade.
Una volta risvegliata la percezione, sarà sufficiente allenare la mano all’ascolto, archiviare una serie di esperienze percettive e costituire una sorta di archivio di “file sensoriali”, ciascuno richiamato e riconosciuto ogni qualvolta la nostra mano incontrerà quella particolare forma di energia sottile.

Se ben allenata la nostra mano, ad un certo punto, non si accontenterà più di definire una energia sottile come congesta o biocompatibile, ma si perfezionerà nell’’ascolto fornendo una analisi qualitativa e quantitativa dell’’energia sottile incontrata.

In Domoterapia questa tecnica raggiunge il “top di ascolto”, nell’’analizzare le energie sottili di un luogo o di un ambiente; il domoteraputa riesce a distinguere e classificare diverse situazioni energetiche che, superficialmente, potrebbero essere raggruppate in un’unica famiglia di percezione: quella dell’energia congesta. Egli è invece in grado di definire le varie geopatie – che possono manifestarsi come nodi della rete magnetica (Hartmann e Curry), faglie, acque sotterranee, congestioni biologiche, congestioni psichiche – a cui vanno ad aggiungersi tutte le forme di congestione create dall’uomo e che definiamo artificiali.

L’’esperienza percettiva del domoterapeuta, che si costruisce nel tempo, consiste nel “rafforzare” i file sensoriali da lui archiviati e che renderanno sempre più semplice la determinazione quantitativa delle congestioni riscontrate in un luogo e più efficaci le sue capacità di valutazione e di intervento nel caso di una bonifica.

Lo stesso discorso si ripropone per un operatore energetico che, specializzato nell’’ascolto del sistema energetico umano, sarà invece in grado di rilevare le eventuali anomalie del corpo sottile sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo.

In conclusione, direi che rimpadronirsi della percezione delle energie sottili, che in passato ha permesso il relazionarci con la natura in un modo più “autentico”, potrebbe essere non solo un diritto, ma forse anche un piacevole dovere. Un modo sottile per ritrovarsi, un modo sottile per conoscere il “resto”, un modo sottile per contrastare questo “rumore di fondo” che oramai accompagna il nostro vivere frenetico.

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Nasce a Roma nel marzo del 1965 e dopo studi di chimica, dal 1983 al 2010 ricopre ruoli di responsabilità tecnico commerciale in: Ottica Scientifica – Ottica Oftalmica – Strumentazione Astronomica – Strumentazione Scientifica di Controllo – Tecnologia di Design. La passione per l’archeologia e per i luoghi di energia prima, e lo studio e la ricerca poi, lo portano ad una formativa collaborazione con il CRESS (Centro Ricerche Energie e Sistemi Sottili) dal 2005 al 2012, svolgendo ruolo di responsabile commerciale e di docente per la Domoterapia e la TEV (Tecnica Energo Vibrazionale). Con un gruppo di ricercartori fonda la innovativa AEtere’s srl , realtà che si occupa di Biocompatibilità e Riarmonizzazione Ambientale, attraverso rilevamenti, progettazione e realizzazione di tecnologia. Oggi collabora con la Systems and Magic nella ricerca sottile della qualità del suono, con la VisionLab di Zurigo per l’analisi qualitativa sottile attraverso la cristallizzazione delle acque, e con la Ojas di Zurigo leader nell’informazione dei cristalli nel campo della Energetic Building Biology. Oggi è docente per i corsi di BRA (Biocompatibilità e Riarmonizzazione Ambientale) e di EBB (Energetic Building Biology). Conduce seminari e conferenze in EnergoArchelogia e Architettura Sacra.