Spazio Sacro: principi di fisica all’interno dell’Archetipo

Prima parte by Roberto Zucchelli

Spazio Sacro: principi di fisica all’interno dell’Archetipo – Prima parte

SPAZIO SACRO TRADIZIONALE

Ordo ab chao

Lo Spazio Sacro tradizionale è un modello cosmogonico; si tratta cioè di uno schema geometrico sacro che rappresenta l’azione ordinatrice divina sul chaos primordiale, al momento della genesi del Cosmo.

Visto che lo Spazio Sacro era celeste ed era l’istantanea rappresentazione eterna dell’atto di creazione dell’ Universo, una Cosmogonia, l’uomo riproducendo fedelmente quel primo atto divino era in grado di ricreare in terra un luogo circoscritto che si rendeva diverso, separato dallo spazio volgare. Era cioè in grado di creare uno Spazio Sacro in terra!

Nelle molteplici e variegate tradizioni spirituali, l’universo manifestato viene costantemente raffigurato con un Reticolo quadrato; l’Idea di un cosmo funzionalmente ordinato (intesa nell’accezione platonica di principio archetipo), prende la Forma di una vera e propria griglia composta da un mosaico di spazi “definiti” aventi caratteristiche e funzioni operative differenziate ma coordinate e connesse in un’unica entità armonica.

Un fisico visionario come David Bohm sosteneva che l’ambiente naturale umano fosse sempre stato visto come un aggregato di parti esistenti separatamente; concepire tutti questi frammenti come elementi separati è evidentemente un’illusione capace di generare una confusione enorme.
Tale confusione ci porterà ad agire in un modo che produrrà, di fatto, quella grande frammentazione che è implicita nel nostro atteggiamento nei riguardi della conoscenza.
L’interezza è ciò che è reale e la frammentazione è la risposta di questa unità all’azione dell’uomo.

MISURA, ORDINE E ARMONIA

Salomone: “Tu (Dio) hai regolato ogni cosa
secondo Peso, Numero e Misura”
(Sapienza 11-20)

Questo brano, tratto dalle Sacre Scritture, enfatizza l’Idea di misura come parametro essenziale di armonia divina.
In occidente la nozione di misura è associato al concetto di “giusta misura”, considerato uno delle cose essenziali per una buona vita (“In medio stat Virtus”).

Si tratta di un concetto molto profondo che si riferisce alla “misura interiore”, la quale gioca un ruolo essenziale in ogni cosa. Ciò che va al di là della propria misura non è conforme a qualche standard esterno; viene considerato fuori dall’Armonia, avendo perso la sua “integrità”.

Il termine latino “mederi” significa “curare” (la radice della moderna medicina) è basata su una radice che significa “misurare”; ciò riflette l’idea che la salute fisica debba essere connessa come il risultato di uno stato di giusta misura interna tra tutte le sue parti e i processi del corpo (omeostasi). Similmente, la parola “moderazione” è considerata una delle antiche nozioni di virtù.
E’ chiaro che la misura debba essere espressa in maggior dettaglio attraverso proporzioni o “Ratio” (rapporto) che è la parola latina dalla quale è derivato il termine moderno “raziocinio, ragione”. Questo Rapporto o ratio è, in generale, una sorta di proporzione o relazione qualitativa universale.

La “ratio” di una cosa è quindi data dalla totalità delle proporzioni interne alla sua struttura e insite nel processo attraverso il quale essa viene generata, si conserva e, alla fine si dissolve. In quest’ottica, capire questa ratio significa comprendere l’intima essenza di quella cosa.
La giusta misura era considerata essenziale per una generale armonia e bellezza. (Sezione Aurea, Φ)

Da questo retaggio, la cui origine si perde nella notte dei tempi, è sorta la geometria del divino, la cosiddetta Geometria Sacra, i cui canoni progettuali sono finalizzati alla realizzazione di spazi tridimensionali risonanti con il progetto divino della creazione originaria.

L’Architettura è la forma di sapienza che dà struttura ad un Archè, cioè ad un Principio fondante.
Lo sviluppo di un’idea guidata da ordine e misura e l’integrazione di ordine e misura nel vasto e complesso contesto della progettazione e realizzazione ci portano alle nozioni di:

1. Struttura
2. Organizzazione

Struttura

Come la radice latina “struere” indica, il significato essenziale della nozione di struttura è:

  • costruire
  • crescere
  • evolvere

Questa parola è considerata come un nome, ma il suffisso latino “ura” originalmente significava “l’azione di fare qualcosa”.
La Strutturazione e la realizzazione implicano quindi una progettualità legata ad uno scopo e ad un fine da raggiungere attraverso una totalità di ordine e misura, cioè attraverso un’azione armoniosamente organizzata e gerarchica, costruita su molti livelli o dimensioni.

Organizzazione

Il concetto di Organizzazione è altrettanto importante; la radice greca della parola “organizzare” è “ergon”, basata su un verbo che significa “lavorare”.
In tal modo si può pensare che tutti gli aspetti di una struttura organizzata lavorino insieme, cioè co-operino in modo coerente.

PRINCIPI DI FISICA DELLO SPAZIO SACRO

Dopo l’avvento dirompente e rivoluzionario, agli inizi del 1900, della Meccanica quantistica diventa necessario comprendere che i vecchi modelli di pensiero debbano cessare di essere rilevanti in quanto non più adattabili coerentemente ai nuovi fatti sperimentali; occorre aprire la strada alla percezione di nuovi ordini, nuove misure e nuove strutture.

La natura del cosmo, della materia, della vita e della coscienza devono essere considerati le proiezioni di una matrice comune: “il campo di tutto ciò che è”. Un campo del quale non abbiamo una dettagliata percezione di conoscenza ma che è insito nelle nostre coscienze.

Nel tentativo di contribuire alla composizione di una Grande Teoria Unificata della fisica, Bohm riteneva che, sia nella teoria della relatività che in quella quantistica, le nozioni che implicano un’interezza indivisa dell’universo forniscono un modo molto più ordinato di considerare la natura generale della realtà.

Einstein utilizzò il concetto di un campo continuo ed indivisibile, un continuum, una matrice crono-topica primaria, ricollegandosi al concetto di Spazio-tempo come trama quadrimensionale, composta cioè da 3 dimensioni spaziali (topos) e 1 temporale (cronos).

L’AVVENTO DEL… NIENTE

Il vuoto quantistico

Anche il concetto di vuoto ha subito una rivoluzione. Il vuoto cosmico all’interno del quale galleggerebbero le entità materiali non è per niente vacuum, ma è stato scoperto che, in realtà, è… plenum di una quantità infinita di energia potenziale. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio “calderone ribollente” di fluttuazioni quantistiche, nel quale appaiono e si annichiliscono, in un flusso continuo, una quantità infinita di particelle virtuali.

La miglior immagine di questo processo è quella di un “flowing stream” (un ruscello che scorre); in questo ruscello è possibile vedere patterns sempre mutevoli di vortici, increspature, onde, etc.

Le particelle virtuali sono manifestazioni fugaci, estratte dal movimento di flusso, che appaiono e scompaiono in spazi e tempi inconcepibilmente piccoli all’interno del campo di punto zero, il vuoto quantistico.

Max Planck, il padre della teoria dei quanti, a metà del novecento dichiarava:

“…a seguito delle mie ricerche sull’atomo vi dico: la materia in se’ non esiste! ogni materia nasce e consiste solo mediante una forza…noi dobbiamo assumere dietro questa forza uno spirito cosciente intelligente, fondamento di tutte le cose materiali. l’atomo è vuoto; tutto il mondo al 99,9999% è spazio vuoto”.

Ma ciò che noi chiamiamo spazio vuoto contiene in realtà un immenso campo di energia, e la materia come noi la conosciamo è solo una piccola, ‘quantizzata’ eccitazione d’onda sulla cima di questa matrice.

Esiste un’unica matrice energetica vibrante, onnipresente e onnipotente, un’onda cosmica mossa e conservata da:

  • Forze/ Informazioni in movimento
  • Trasportatori di forze

Questo vasto mare di energia può giocare una parte cruciale nella comprensione del cosmo come un intero.
È stato scoperto che ogni “particella elementare” può essere creata, annichilita e trasformata, dimostrando in tal modo che neppure essa può essere considerata come sostanza ultima.

Anche le particelle elementari sono forme relativamente costanti, estratte da un qualche livello più profondo di movimento. Le particelle reali sarebbero quindi manifestazioni localizzate di un substrato universale, corrispondenti a regioni di campo molto intense, chiamate singolarità.

Dobbiamo considerare l’universo come un intero indiviso e inseparabile. La divisione in particelle e campi è solo una cruda astrazione e approssimazione.

PRINCIPIO DI DISTRIBUZIONE OLOGRAFICA

“Un ordine totale è contenuto, in un qualche modo implicito, in ogni regione dello spazio e del tempo” (Bohm)

La parola ‘implicito’ è basato sul verbo ‘implicare” (piegare verso l’interno, arrotolare, avvolgere). Le onde radio, ad esempio, trasportano le immagini visive in un ordine implicato. La funzione del ricevitore e di esplicare quest’ordine.

Esiste uno strumento che può aiutarci a dare un’informazione immediata di interezza indivisa: si tratta dell’Ologramma (in inglese Hologram: dalle parole greche “holo”: intero e “gram”: scrivere).

L’ologramma è una registrazione “fotografica” (dima olografica) di un pattern di interferenza di onde luminose che rimbalzano da un oggetto illuminato da un raggio laser. L’aspetto incredibilmente rilevante è che ogni parte contiene le informazioni dell’intero oggetto.
Possiamo affermare che la forma e la struttura dell’intero oggetto sono alcune delle informazioni implicate all’interno di ogni regione della dima olografica. Quand viene illuminata una qualunque regione della lastra, questa forma e struttura sono ‘svolte’ e restituiscono nuovamente un’immagine riconoscibile dell’intero oggetto.

In ogni regione di spazio dell’ologramma, l’ordine di un intera struttura illuminata è avvolta e trasportata nel movimento della luce.
In tutti i casi, il contenuto o l’informazione che è avvolta e trasportata è finalizzata primariamente a promuovere un ordine che consente lo sviluppo armonico, di una struttura.

“Ciò che è” è sempre una totalità di insiemi, tutti presenti contemporaneamente, in serie ordinate di stadi velati e svelati, che si fondono e si interpenetrano l’uno con l’altro secondo un principio di Coerenza e Organizzazione.
La matrice è un Dominio di Coerenza, un Condensato all’interno del quale ogni singola parte è solo apparentemente separata ma agisce e reagisce come un’ Unità.

Le interazioni tra le parti che compongono la Matrice e che ne determinano il funzionamento sono perfettamente Regolate, Ordinate e Coordinate (armonizzate) attraverso leggi, principi e costanti universali; l’ordine può emergere solo da un Progetto altrettanto ordinato, programmato e finalizzato.

Gli elementi implicati di un insieme caratteristico che andranno a costituire il successivo stadio evolutivo sono legati insieme da una forza di necessità complessiva per contribuire al raggiungimento di uno scopo, rivolta ad un fine comune che emerge in una fase successiva del processo.

Questa orchestrazione viene attuata da operatori funzionali che trasportano informazioni ed istruzioni specifiche preordinate e subordinate al raggiungimento di un fine ultimo prestabilito e condiviso: l’evoluzione della materia verso modelli di aggregazione più complessi; una complessità che prevede una sempre maggior differenziazione in grado di far emergere strategie adattative sempre più efficaci.

Si tratta di un processo ordinato e organizzato finalizzato al raggiungimento di un fine evolutivo la cui causa è posta nel futuro.
L’effetto precede la causa: a un insieme di fenomeni dispersi antecedenti (mezzi) si viene a collegare logicamente un fenomeno concentrato susseguente (fine).

Si tratta di una categoria di fenomeni detti anti-entropici o sintropici.